Scozia on the road in 15 giorni – Diario di viaggio

Siamo tornati qualche giorno fa da un meraviglioso tour della Scozia on the road in 15 giorni. È stato un viaggio fantastico, che ci ha portati in luoghi meravigliosi, tra castelli, pecore (tante pecore!), mucche e panorami mozzafiato!

Abbiamo macinato oltre 2400 km in macchina (2456 per la precisione!), abbiamo percorso il North Coast 500, ci siamo divertiti, abbiamo visto tanti posti incredibili e siamo tornati pieni di bei ricordi. Non è stata la più riposante delle vacanze ma ne è valsa senza dubbio la pena. Quello che segue è il mio diario del viaggio in Scozia giorno per giorno.

Giorno 1 – 5 agosto 2017 – da Edimburgo a Dundee (km fatti: 137)

Arriviamo ad Edimburgo la mattina, con ben 40 minuti di anticipo (forse il pilota dell’aereo aveva fretta?). Qualche foto di rito in aereoporto con la scritta “Edinburgh” e poi ci dirigiamo subito verso il parcheggio delle macchine a noleggio per ritirare quella che abbiamo prenotato. Primo contrattempo: a causa di un disguido tra l’agenzia online e quella che effettivamente ci fornisce la macchina in loco dobbiamo aspettare più di un’ora per avere l’auto!

Aeroporto Edimburgo

Appena ci danno in mano le chiavi, inizia il diluvio universale: cominciamo bene! Riusciamo, sotto la pioggia e ancora praticamente poco più che vestiti per i “tiepidi” 40° di Roma, a caricare tutti i bagagli in macchina. Saliamo e finalmente partiamo per la nostra avventura, ma molto molto lentamente perchè piove tantissimo e siamo in Scozia, quindi in strada ci si tiene a sinistra!

Per fortuna poco dopo che abbiamo lasciato l’aeroporto smette di piovere. Esce perfino il sole e possiamo concentrarci solo sul traffico e sulle tantissime rotonde da percorrere “al contrario”. Attraversiamo il Firth of Forth passando sul magnifico “Forth Road Bridge”, un ponte sospeso realizzato negli anni ’60. Intanto alla nostra destra ammiriamo (anche se forse interessa più che altro a me che queste cose le studio) il “Forth Bridge”, un ponte ferroviariario del 1890 che è stato il primo ponte in acciaio della Gran Bretagna e che ai miei occhi è davvero una meraviglia. Alla nostra sinistra invece c’è il “Queensferry Crossing”, un bellissimo ponte strallato che dovrebbe venire completato proprio in questo periodo. Credo si sia intuita la mia passione per i ponti. Mentre attraversiamo il Firth of Forth sono in estasi, il viaggio in Scozia non poteva iniziare meglio!

Forth Road Bridge - Scozia

Dunfermline e Saint Andrews

La prima vera sosta del nostro on the road è a Dunfermline. Parcheggiamo e ci facciamo una bella passeggiata lungo la stradina principale mentre mangiamo i nostri panini portati da casa. A tratti fa davvero freddo, ma almeno c’è il sole e ci godiamo la camminata. Il punto di interesse qui è l’abbazia con i resti del palazzo reale scozzese, che entriamo a visitare. È un posto davvero bello, immerso nella calma. Forse perchè non ci sono molti turisti o forse anche perchè il prato tutto attorno all’abbazia, curatissimo, è un cimitero. Ci colpisce anche la gentilezza delle persone: qui in Scozia sono tutti estremamente cordiali e gentili e scopriremo che sarà così durante tutto il viaggio, soprattutto al nord.

Dunfermline Abbey - Scozia

Verso le 15,00 riprendiamo la macchina ed in un’oretta siamo a Saint Andrews. Avevamo ipotizzato di fare anche una sosta ad Aberdour lungo la strada, ma decidiamo di tagliarla per avere il tempo di visitare sia la cattedrale che il castello nella nostra sosta successiva.

Passeggiamo tra le rovine della cattedrale di Saint Andrews, trasformate anche queste in un cimitero. Qui ci sono parecchi turisti, ma il posto è grande e non risulta comunque affollato. Io rimango incantata da questo luogo e cerco di immaginare come doveva essere quando l’edificio era ancora tutto intero, enorme e maestoso.

Saint Andrews - Scozia

Decidiamo di non salire sulla torre, anche se sono certa che da lì la vista sulla città e sul mare sarebbe meravigliosa. Percorrendo una stradina lungo il mare ci dirigiamo invece verso il castello. Entriamo anche lì, giusto in tempo dato che sono le 17,00 e sta per chiudere, ma devo dire che non ci fa una grande impressione. Non ne è rimasto molto e tutt’intorno la “spiaggia” è piena di alghe marroncine. Il mare del Nord non è esattamente invitante.

Saint Andrews - Scozia

Dundee

Alla fine torniamo alla macchina e ci mettiamo in marcia verso Dundee, dove dormiremo questa notte. Non abbiamo molta fame, ma dopo aver lasciato i bagagli al b&b decidiamo comunque di uscire a prendere qualcosa per cena. La cittadina non ci sembra nulla di che, ci fermiamo giusto in un locale che ci hanno consigliato e puntiamo su una fetta di torta. Forse non è stata la migliore delle idee: è essenzialmente burro puro, un po’ pesantina per noi. Il primo approccio con il cibo scozzese non è stato fantastico ma ci rifaremo in seguito!

Nel tornare al b&b, che era in una zona residenziale di casette tutte identiche, riusciamo anche a perderci! Il navigatore che abbiamo portato dall’Italia e che fino a qualche giorno prima funzionava non si accende, non si sa per quale motivo (per fortuna riprenderà miracolosamente a funzionare nei giorni successivi), ed entrambi i nostri cellulari sono morti dopo essere stati accesi tutto il giorno, quindi niente google maps. Dopo qualche giro a vuoto ritroviamo la strada, ma dal giorno successivo iniziamo a tenere in macchina il cavetto per caricare i cellulari!

Giorno 2 – 6 agosto 2017 – da Dundee ad Aberdeen (km fatti: 140)

Questa mattina valutiamo se visitare meglio Dundee, dove è anche ormeggiata la “Discovery”, una nave utilizzata nel Novecento per spedizioni nell’antartico. Decidiamo però che non ci attira abbastanza e quindi come prima tappa della giornata lasciamo la costa e ci dirigiamo verso il Glamis Castle.

Glamis Castle

Avevamo inizialmente pensato di vedere il castello solo dall’esterno, ma una volta arrivati ci rendiamo conto che dalla strada non è possibile vederlo e che quindi occorre comunque pagare il biglietto, anche solo per la visita dei giardini. Siamo un po’ indecisi perchè il biglietto non è esattamente economico, ma il custode all’ingresso ci convince che vale la pena non solo entrare ma anche visitare gli interni. In effetti, non ce ne pentiremo assolutamente. Il castello, considerato uno dei più belli della Scozia, è davvero molto bello ed è tenuto molto bene. La visita all’interno parte ad intervalli regolari con delle guide che raccontano la storia e le leggende legate al Glamis Castle. Alla fine siamo molto soddisfatti e contenti di aver deciso di fermarci qui.

Glamis Castle - Scozia

 

Una volta terminata la visita all’interno usciamo e facciamo una lunga passeggiata nei giardini. Sono molto grandi e vi si trova anche un giardino all’italiana ed un monumento alla memoria della principessa Margaret, sorella dell’attuale regina, che è nata proprio in questo castello in Scozia.

Arbroath

Tornati alla macchina, ripartiamo e ci dirigiamo verso Arbroath, una piccola cittadina sulla costa. Lì ci fermiamo e dato che ormai è ora di pranzo cerchiamo un posto per mangiare, ma non troviamo molto. La maggior parte dei negozi è chiusa, forse perchè è domenica o forse per l’orario. Prendiamo allora qualcosa in un supermercato e mangiamo velocemente, prima di dirigerci verso il vero motivo della nostra sosta, cioè l’abbazia di Arbroath.

Si tratta anche in questo caso di un edificio gotico in rovina trasformato in un cimitero. Ormai questa cosa smette di sorprenderci in effetti. La particolarità qui è invece il colore rosso delle rovine, dovuto all’arenaria con cui l’abbazia è stata costruita. Rimaniamo anche affascinati dall’acustica incredibile di una delle pochissime stanze ancora in piedi, l’ex sagrestia.

Arbroath Abbey - Scozia

Dopo essere saliti sulla torre e dopo una bella passeggiata, ci rimettiamo in marcia verso nord, sempre seguendo la costa. Ci aspettavamo dei panorami forse più belli di quelli che effettivamente troviamo, ma c’è da dire che il tempo inizia a rovinarsi un po’ e che forse con il sole li apprezzeremmo di più. Di fatto avevamo pianificato una sosta a Montrose, un’altra cittadina, ma quando ci passiamo piove molto e così ci limitiamo ad attraversarla con la macchina.

Dunnottar Castle

Intorno alle 17,00 arriviamo al Dunnottar Castle, l’altra sosta tanto attesa della giornata e una delle più attese del nostro viaggio in Scozia. Continua a piovere, così parcheggiamo ed aspettiamo in macchina che smetta. Avevamo già deciso che avremmo visto questo castello solo da fuori, quindi il fatto che ormai sia chiuso non è un problema. Dal parcheggio occorre fare una bella passeggiata. Ad un certo punto la strada si divide, da una parte scende verso la spiaggia e da lì poi risale verso il castello (quindi se si decide di visitarlo all’interno bisogna fare parecchi gradini!), mentre dall’altra procede verso un punto da cui si gode di un panorama semplicemente meraviglioso.

Dunnottar Castle - Scozia

Rimaniamo lì un bel po’, perchè siamo letteralmente rapiti dalla bellezza del posto. Il castello è posto su uno sperone di roccia a picco sul mare, si sentono il rumore delle onde e lo stridio dei gabbiani che vivono sulla parete rocciosa e che volano lì intorno. A tratti piove ancora, ma poco. C’è perfino qualche raggio di sole. Nonostante il vento freddo stiamo benissimo e rimarremmo qui ancora e ancora.

Facciamo tantissime foto e poi decidiamo che è ora di avviarci. Torniamo indietro, ma ci attira la spiaggia che è sull’altro lato del castello e così scendiamo gli scalini fino a raggiungerla. In realtà non è un gran che e da lì il castello non si vede, è nascosto dalle rocce, quindi risaliamo e torniamo alla macchina.

Stonehaven

Per cena ci fermiamo a Stonehaven e cerchiamo su tripadvisor un buon posto in cui mangiare. Al primo posto troviamo “The Bay Fish & Chips” e visto che siamo in Scozia da due giorni e non abbiamo ancora provato il fish & chips decidiamo che fa al caso nostro. Facciamo allora una bella passeggiata lungo la costa per arrivare in questa friggitoria. La fila è lunghissima ma non ci scoraggiamo. Alla fine ne vale la pena, proviamo l’haddock fritto ed è buonissimo, le porzioni abbondanti. Ne mangeremo altri durante il viaggio, ma questo rimarrà il migliore. Peccato solo che non ci sono posti a sedere e che mentre siamo in fila ricomincia a piovere, quindi la nostra romantica idea di mangiare guardando il mare svanisce e decidiamo di mangiare in macchina.

Dopo cena altra breve sosta per bere qualcosa in un pub di Stonehaven e poi dritti ad Aberdeen per dormire.

Giorno 3 – 7 agosto 2017 – da Aberdeen ad Inverness (km fatti: 222)

Oggi ci propongono la colazione più strana che vedremo in tutto il viaggio, perchè oltre alle solite uova, bacon, salsiccia e pomodori c’è anche della banana cotta. Credo in padella, non so. Immagino che sia una cosa comune in qualche posto, ma non lo è per noi e ci lascia un po’ perplessi. Colazione a parte, già verso le 9,00 siamo in macchina, oggi sarà un giornata lunga e piena di soste interessanti.

Tralasciamo Aberdeen che è una cittadina abbastanza grande ma che non ci attira molto e ci dirigiamo verso l’interno della Scozia. In fase di organizzazione del viaggio avevamo valutato di continuare da Aberdeen verso nord lungo la costa, ma avevamo poi deciso che tagliando a questo punto verso l’interno avremmo visto più cose di nostro interesse e non siamo rimasti delusi dalla scelta.

Castle Fraser e Craigievar Castle

La prima sosta della giornata è a Castle Fraser. Sono solo le 9,30 quando arriviamo e non è ancora aperto. Meglio così, perchè non abbiamo intenzione di visitarlo all’interno e a quest’ora non c’è praticamente nessuno. Dal parcheggio si fa una bella passeggiata verso il castello, che è circondato da un curatissimo prato e da alberi. C’è silezio e calma, si sta davvero benissimo, è un posto magnifico.

Castle Fraser - Scozia

Una volta completato il giro ripartiamo diretti al Craigievar Castle. Anche questo è molto bello pur essendo piccolino ed anche in questo caso si può fare una bella passeggiata dal parcheggio verso il castello senza dover necessariamente entrare a vedere gli interni. Qui c’è già qualche turista in più perchè ormai sono le 10,40 passate, ma siamo comunque in pochi e si possono apprezzare il silenzio e la tranquillità. Fra i due io ho comunque preferito il primo, Castle Fraser, mentre a Luca ad esempio è piaciuto molto il Craigievar perchè dice che gli ricorda di più un castello delle fiabe. In entrambi i casi comunque vale sicuramente la pena fare una piccola sosta.

Craigievar Castle - Scozia

Tra un castello e l’altro, ma anche dopo, viaggiamo nella campagna scozzese, finalmente lontani dalle città e dalle strade affollate. Nonostante i nuovoloni grigi c’è luce, non piove e ci godiamo a pieno il viaggio in macchina tanto quanto le varie soste. Iniziamo a incontrare mucche e pecore, ma siamo un po’ sorpresi quando dobbiamo fermarci per lasciar attraversare dei pavoni! La Scozia ci piace sempre di più!

Scozia

Ora siamo nello Speyside e stiamo percorrendo il Malt Whisky Trail, come ci ricordano vari cartelli lungo la strada. Anche se non siamo grandi bevitori (io soprattutto, visto che sono astemia!) non possiamo quindi non fermarci per visitare una delle tante distillerie che si incontrano da queste parti.

Glenfiddich Distillery

Verso l’ora di pranzo avevamo prenotato una visita alla Glenfiddich Distillery, che si trova a Dufftown, la “capitale mondiale del whisky di malto”, ma lungo il percorso troviamo moltissime strade chiuse e dobbiamo allungare parecchio. Riusciamo a raggiungerla e mentre aspettiamo l’inizio della visita successiva (ne parte una ogni 30 minuti) mangiamo qualcosa al bar.

Non abbiamo scelto la Glenfiddich per motivi particolari. Non siamo esperti di whisky, ma questa è famosa e le recensioni della visita guidata sono molto positive. Avevamo valutato anche la Glenlivet leggendo che il tour “base” era gratuito, ma ho poi scoperto che ora non lo è più e costa 10£, come in quasi tutte le distillerie della Scozia. Offrono tutte quante anche dei tour più costosi, magari con degustazioni più particolari, ma per noi quello base è più che sufficiente.

Glenfiddich Distillery

La visita inizia con un video sulla storia della Glenfiddich, poi una ragazza simpatica ed entusiasta del proprio lavoro ci porta in giro e ci spiega abbastanza dettagliatamente come viene prodotto il whisky.

Io e Luca parliamo inglese piuttosto bene e di solito riusciamo a comprendere tutto, ma qui abbiamo un po’ di difficoltà per via dei tanti termini tecnici. La visita è comunque interessante e la guida pronta a rispondere a tutte le domande e curiosità. Chiedo come mai il loro simbolo sia un cervo e mi viene spiegato che in gaelico “Glenfiddich” vuol dire “Valle del cervo”.

Al termine della visita è prevista la degustazione di 4 whisky diversi. A chi invece non può bere perchè deve guidare viene regalata una bottiglietta da 50ml. La guida spiega con calma tutte le particolarità di ciò che si sta per provare e come gustarlo al meglio. È sicuramente un’esperienza da fare almeno in una delle varie distillerie della zona o della Scozia in generale.

Glenfiddich

Balvenie Castle

Una volta finiti gli assaggi decidiamo di visitare anche il Balvenie Castle, che si trova praticamente proprio sulla stessa strada della Glenfiddich ma un po’ più in fondo.

Si tratta di un castello in rovina molto piccolo e veloce da visitare, quindi non ci porta via molto tempo. Ha comunque un suo fascino e ci divertiamo ad esplorarlo. Incontriamo un altro paio di turisti ma siamo da soli quasi tutto il tempo. Anche qui pace, calma e silenzio. Ne è valsa la pena.

Balvenie Castle

Elgin Cathedral

Verso le 16,45 arriviamo ad Elgin e parcheggiamo vicino alla cattedrale. Avevamo letto commenti molto positivi in proposito mentre organizzavamo questo viaggio in Scozia, quindi abbiamo delle aspettative non indifferenti che non vengono assolutamente deluse.

Entriamo per visitarla e facciamo una bella passeggiata ammirando le rovine e il cimitero e scattando parecchie fotografie. Qui un po’ di turisti ci sono, ma quando inizia a piovere tutti cercano riparo nelle sale ancora in piedi, dove ci sono anche delle esposizioni con sculture ritrovate nella cattedrale e dei fogli con spiegazioni in varie lingue (tra cui l’italiano), oppure salgono sulla torre. Saliamo anche noi e ci godiamo il panorama. A me è piaciuta di più Saint Andrews, forse per la sua posizione sul mare, mentre a Luca questa cattedrale piace tantissimo. In ogni caso è davvero molto bella.

Elgin Cathedral

Inverness

Arriviamo nella tappa finale della giornata, Inverness, verso le 19,00. Lasciamo i bagagli al nostro b&b ed usciamo subito per fare una bella passaggiata lungo il fiume e qualche foto al castello.

Quando finalmente ci decidiamo a scegliere il ristorante per la cena scopriamo che alcuni sono chiusi perchè è lunedì ed altri sono già completamente pieni. In Scozia si cena molto presto, almeno per i nostri standard, e spesso i locali chiudono già verso le 20,30 o le 21,00, quindi se non hanno posto spesso neanche mettono delle liste d’attesa, perchè tanto la cucina chiude presto e non si farebbe in tempo.

Alla fine entriamo in uno dei ristoranti che ci ha consigliato la proprietaria del b&b, il “Mustard Seed”. Ha l’aria di un posto un po’ costoso, ma le recensioni sono ottime e decidiamo per una sera di trattarci bene. Sarà la cena in assoluto più buona di tutto il viaggio, quindi non ce ne pentiremo. Io in particolare prendo il filetto di Highlander Beef, ed è qualcosa di incredibile. Davvero eccellente. Proviamo anche un crumble alle mele e cannella buonissimo, caldo sotto ed accompagnato da gelato alla vaniglia sopra. Perfetto. Considerati i prezzi della Scozia, piuttosto alti in generale, il conto alla fine pur non essendo economico non è neanche troppo alto. È stata davvero una scelta magnifica e ce ne andiamo a dormire estremamente soddisfatti, sia per la cena che per la bellissima giornata.

Inverness - Scozia

Giorno 4 – 8 agosto 2017 – da Inverness a West Helmsdale (km fatti: 199)

Questa mattina ricca colazione nel b&b con vista sul castello di Inverness, una meraviglia. Luca, oltre alle classiche eggs & bacon, prova anche il black pudding (sanguinaccio) e l’haggis, piatti tipici in Scozia, ma io non ho il coraggio. Alla fine comunque siamo entrambi belli pieni e carichi per la giornata.

Urquhart Castle

La prima tappa della giornata prevede una deviazione verso sud. Ci dirigiamo infatti verso l’Urquhart Castle, sul Loch Ness. Arriviamo ed il parcheggio è strapieno, ma con un po’ di pazienza riusciamo a parcheggiare. Il centro visitatori è affollatissimo, c’è una confusione incredibile. Decidiamo di vedere il video introduttivo, che dà qualche informazione sulla storia dell’Urquhart condensando oltre 1000 anni in 4 minuti. La cosa più bella in realtà è alla fine, quando le pesanti tende dietro lo schermo si aprono e si gode di un bellissimo panorama sul lago e sul castello stesso.

Urquhart Castle

Finito il filmato introduttivo usciamo e ci incamminiamo lungo il sentiero verso le rovine. Sta per partire una delle visite guidate gratuite, quindi ci sbrighiamo per raggiungere il punto di partenza. La seguiamo tutta, non è particolarmente lunga ma è estremamente noiosa. Di solito cerchiamo sempre di fare visite guidate dove possibile e ne rimaniamo soddisfatti, ma in questo caso la guida fa solo un lungo elenco di date e nomi.

Una volta finito il giro facciamo una passeggiata per conto nostro e cerchiamo un buon punto per fare qualche foto. Oggi c’è il sole e si sta perfino bene a maniche corte, quindi ci rilassiamo anche un po’ ammirando il lago e cercando il mitico mostro!

Urquhart Castle

Tra una cosa e l’altra questa sosta dura almeno un paio d’ore e ci delude un po’. Il castello in sé è carino ma nulla di eccezionale. Bella la posizione sul lago, ma il Dunnottar Castle a picco sul mare ci era piaciuto molto di più. Questo, trovandosi sul Loch Ness, è uno dei posti più visitati della Scozia ed è preso d’assalto dai turisti, quindi affollatissimo. In effetti anche noi non siamo riusciti a resistere, dovevamo per forza vedere il lago di “Nessie”, ma rimaniamo un po’ delusi.

Loch Ness Centre & Exhibition

Mentre andiamo via dal castello inizia a piovere tantissimo e a fare davvero freddo. Qui il tempo cambia con una rapidità incredibile! Corriamo in macchina e riprendiamo la strada, ma ci fermiamo quasi subito per una sosta velocissima al Loch Ness Centre & Exhibition. In realtà non entriamo a vedere la mostra, che da quanto ho capito espone tutte le attrezzature usate negli anni per la “caccia a Nessie”. Probabilmente è una cosa carina da fare se si viaggia con dei bambini, ma noi la saltiamo e puntiamo diretti al negozio di souvenir. Qualche regalino dobbiamo pur prenderlo e questo posto ci sembra perfetto. In fondo chi non conosce il mostro di Loch Ness?

Si è fatto un po’ tardi, quindi ci dirigiamo ora di nuovo verso Inverness, che riattraversiamo e dove ci fermiamo per un pranzo veloce.

Chanonry Point

Valutiamo l’idea di deviare verso Fort George e fare una sosta lì, ma decidiamo che non ci interessa molto e così dopo mangiato partiamo finalmente alla volta del nord. Da qui in poi siamo ufficialmente sul North Coast 500! Oggi l’obiettivo è arrivare ad Helmsdale, circa a metà strada fra Inverness ed il punto più a nord della Scozia (quantomeno della terraferma scozzese).

La prima sosta lungo il percorso è il Chanonry Point, famoso per essere il punto della Gran Bretagna da cui è più facile riuscire ad avvistare i delfini. Il posto è bello, c’è il sole e nonostante il vento si sta benissimo. La cosa per noi strana è che qui non c’è la spiaggia come la intendiamo noi. Quasi fino in riva al mare c’è un bel prato, con l’erba curata e tagliata, molto invitante. Ci sediamo e ci mettiamo ad osservare il mare in cerca di delfini, ma non siamo abbastanza fortunati. Forse la marea non è quella giusta, fatto sta che non riusciamo a vederne neanche uno. Pazienza, si sta talmente bene che ci stendiamo e dormicchiamo per una buona mezz’ora, forse anche più.

Chanonry Point

Tain ed il Dunrobin Castle

Verso le 17,45 ripartiamo. Vista l’ora saltiamo la sosta a Cromarty e quella a Portmahomack, che la mia guida segnalava come paesi carini lungo la costa. Oggi però non abbiamo tantissima voglia di guidare e quindi ci concediamo una piccola pausa in un altro paesino lungo la strada, Tain. È deserto, per strada non c’è nessuno e i negozi sono già tutti chiusi. Troviamo un piccolo roseto molto carino, ma a parte questo nulla, quindi ripartiamo abbastanza velocemente.

Purtroppo ricomincia a piovere e quindi non ci fermiamo a Dornoch, dove volendo ci sarebbe da vedere una piccola cattedrale.

Ci dirigiamo invece verso il Dunrobin Castle, pur sapendo che a quest’ora è ormai chiuso. Parcheggiamo e lo ammiriamo comunque da fuori. Ci siamo solo noi ed un gruppetto di ragazzi spagnoli che giocano con il loro cane nello spiazzo. Il castello è molto bello e diamo anche un’occhiata ai meravigliosi giardini dall’alto, ma non abbiamo il coraggio di seguire i ragazzi spagnoli che in tutta tranquillità aprono il cancelletto e scendono verso il giardino, perchè abbiamo il dubbio che possa non essere propriamente permesso. Avevamo letto che è molto bello anche da guardare dalla spiaggia, ma non riusciamo a trovare facilmente un modo di raggiungerla, siamo un po’ stanchi e quindi lasciamo stare.

Dunrobin Castle

Dopo qualche foto ripartiamo e ci dirigiamo a West Helmsdale, dove avevamo prenotato il nostro b&b. Si è fatta l’ora di cena ma non abbiamo molta fame, per fortuna visto che per i canoni della Scozia è un po’ tardi e non siamo certi che riusciremmo a trovare qualche ristorante ancora aperto.

Dal nostro b&b si gode di un panorama fantastico sul paesino, Helmsdale, e sul mare. Ci rilassiamo un po’ nel soggiorno, mangiando dei tarallucci portati con noi dall’Italia e chiacchierando con una simpatica signora neozelandese!

Giorno 5 – 9 agosto 2017 – da West Helmsdale a Thurso (km fatti: 150)

Oggi facciamo colazione presto e verso le 9,00 siamo già in macchina. Valutiamo velocemente se tornare indietro e visitare gli interni del Dunrobin Castle, dove verso le 11,00 dovrebbe esserci anche uno spettacolo di falconeria. Decidiamo però che ci sono tante altre cose che vogliamo vedere oggi e che perderemmo troppo tempo, così rinunciamo. Questo sarà in effetti l’unico piccolo rimpianto di tutto il nostro viaggio in Scozia, perchè a posteriori avremmo forse deciso diversamente.

Ad ogni modo partiamo decisi verso il nord e già dopo 10 minuti ci fermiamo a Badbea. Si tratta dei resti di un villaggio nato in seguito alle Clearances, una della pagine forse più tristi della storia scozzese. Qui le persone vivevano in una situazione davvero difficile, su piccole strisce di terra su delle scogliere a picco sul mare. Bambini e animali dovevano addirittura essere legati per non essere spinti giù dai venti molto forti. Ora ci sono solo rovine, tante pecore e un monumento fatto erigere da un discendente di alcuni abitanti del villaggio. Noi facciamo qualche foto e ripartiamo.

Whaligoe Steps

La prima tappa davvero interessante sono i “Whaligoe Steps”. Si tratta di una scalinata (ben 365 gradini!) che dalla cima della falesia porta giù fino al mare, in una piccola baia dove un tempo approdavano i pescatori. Oggi ci siamo solo noi, che scendiamo lentamente i gradini e ci immergiamo completamente in questo luogo magnifico, ed un gatto che ci segue per un po’ e poi si sceglie con cura un gradino su cui riposare.

Attorno a noi le alte scogliere, i gabbiani che stridono, il mare. È un posto particolarissimo e incredibilmente bello. Assolutamente da non perdere se si passa in questa regione della Scozia. Arriviamo fino in fondo e ci fermiamo a osservare il mare, a fare qualche foto. Ci sono anche i resti di una piccola costruzione in pietra, un deposito di sale usato dai pescatori per conservare il pesce.

Whaligoe Steps - Scozia

Quando risaliamo vorremmo fermarci al piccolo “Whaligoe Steps Cafè”, ma oggi è mercoledì ed è chiuso. C’è però una cassetta per le offerte per la manutenzione dei gradini, così lasciamo qualcosa perchè è bello che qualcuno si prenda cura di un posto così unico.

Castle of Old Wick e Castle Sinclair Girnigoe

Ci fermiamo al volo per prendere dei panini nell’unico supermercato che incontriamo e poi proseguiamo. La meta successiva è il Castle of Old Wick, che però non è un gran che. Ormai ci siamo, quindi scendiamo e facciamo due passi. Del castello non rimane praticamente nulla, ma la posizione è comunque incredibile, in cima alla scogliera. Ci sono anche dei cartelli che avvisano di avere estrema cautela se si procede oltre la recinzione. C’è un vento fortissimo e fa davvero freddo.

Old Wick Castle

Ripartiamo quasi subito e ci dirigiamo vero il Castle Sinclair Girnigoe. Il nostro piano sarebbe quello di mangiare seduti sul prato, mentre ammiriamo il castello e le pareti rocciose a strapiombo sul mare, ma il vento è talmente forte che un pranzo così non sarebbe per niente piacevole. Mangiamo quindi in macchina e vediamo che anche altre persone sono giunte alla nostra conclusione e stanno facendo lo stesso.

Finiti i panini scendiamo e facciamo una bella passeggiata, godendo a pieno del panorama. Nonostante il vento ed il freddo, questo castello vale la sosta, anche se più per il luogo nel suo insieme che per le rovine in sè.

Scozia

Alla fine siamo un po’ congelati e tornare alla macchina ci fa molto piacere. Ripartiamo e lungo la strada cerchiamo disperatamente una tea room dove prendere una bevanda calda, ma l’unica che troviamo si rivela chiusa.

Duncansby Head

La tappa successiva, Duncansby Head, è la punta nord-orientale della Scozia. Ed è anche la sosta più attesa della giornata nonchè quella che sicuramente ci rimarrà più nel cuore.  Una volta arrivati lasciamo la macchina nel parcheggio vicino al faro e iniziamo a camminare nel prato, tra le tante pecore. Anche qui il vento è implacabile e fa davvero freddissimo nonostante ci sia il sole.

La passeggiata non è affatto faticosa e comunque se anche lo fosse il panorama di cui si gode ripagherebbe a pieno. Arrivati ad un certo punto infatti oltrepassiamo una collina e davanti a noi troviamo uno spettacolo magnifico, il prato che all’improvviso termina, le scogliere che si gettano ripide in mare e due magnifici faraglioni.

Duncansby Head

Ci innamoriamo all’istante di questo posto e ci rimaniamo oltre due ore, ammirando i faraglioni da tutti i possibili punti di vista, scattando tantissime foto e camminando lungo la costa. Nemmeno ci rendiamo conto di averci passato così tanto tempo e quando guardiamo l’orologio realizziamo a malincuore di dover andare via.

Per oggi si è fatto tardi e così decidiamo di rimandare la sosta a Dunnet Head, inizialmente prevista per oggi, ai giorni successivi. Ci dirigiamo quindi a Thurso, lasciamo i bagagli al b&b dove rimarremo due notti e ceniamo nell’unico pub che riusciamo a trovare ancora aperto.

Giorno 6 – 10 agosto 2017 – gita alle isole Orcadi (km fatti: 66)

Questa mattina sveglia presto, perché alle 8,30 dobbiamo essere all’imbarco per il traghetto verso le isole Orcadi. Almeno però, oggi si guida pochissimo!

Nell’organizzare questo viaggio abbiamo deciso che non potevamo lasciarsi sfuggire l’occasione di vedere, anche solo brevemente, le Orcadi. Passarci un paio di giorni prendendo il traghetto con la macchina sarebbe stato possibile e forse avremmo visto qualcosa in più o con più calma, ma non avevamo un numero sufficiente di giorni di vacanza e così abbiamo lasciato stare.

Abbiamo invece prenotato con largo anticipo il “Maxi Day Tour” proposto da “John O’Groats Ferry”. Non è molto economico, ma per noi è valso quanto abbiamo speso. Comprende il passaggio in traghetto e poi un tour dei posti più importanti dell’isola con un pullman. L’autista, simpaticissimo, fa anche da guida, spiegando tutto quello che si vede lungo il tragitto, raccontando la storia della sua terra e tante curiosità sui suoi abitanti e sulla vita in questi luoghi.

Una volta arrivati al porticciolo saliamo quindi sul traghetto e l’esterno è già pieno. Meglio così, perché all’andata il mare si rivelerà un po’ agitato e si starà molto meglio all’interno. Ci sediamo e intorno a noi sentiamo parlare solo in italiano. Non che sia poi così strano, dato che in Scozia alla fine abbiamo incontrato quasi più italiani che scozzesi! Chiacchieriamo un po’ con il signore seduto accanto a noi, un uomo di una certa età, che inizia a raccontarci che lui sta facendo il tour della Scozia in camper e che sono ben 13 camper partiti tutti insieme dall’Italia! Noi iniziamo a pensare a questa carovana sulle stradine single track scozzesi… Tra l’altro tutti con il volante sul lato “sbagliato”! La cosa davvero divertente comunque sarà il numero di volte in cui incontreremo questo gruppo nel corso del nostro viaggio!

Churchill Barriers, Kirkwall e Stromness

Una volta scesi dal traghetto saliamo sul pullman e dopo poco si parte. La prima cosa da vedere sono le Churchill Barriers, che collegano tra loro alcune delle isole e sulle quali passa la strada. Sono state costruite durante la seconda guerra mondiale per impedire ai sottomarini tedeschi l’accesso a Scapa Flow, che è la baia nel sud delle Orcadi.

La prima vera sosta però è a Kirkwall, che è la cittadina principale dell’arcipelago. Qui abbiamo tempo di visitare con calma St. Magnus, cioè la cattedrale con annesso cimitero, e poi i resti del Bishop’s Palace e dell’Earl’s Palace. Ci sarebbe qualche altra cosa da vedere ma il tempo non basta, così impieghiamo i 10 minuti che ci restano a disposizione per scegliere un paio di cartoline.

St. Magnus

La tappa successiva è a Stromness, dove a dire il vero non c’è praticamente niente. Si è fatta però ora di pranzo e l’autista consiglia alcuni dei ristoranti della zona in cui mangiare ed i piatti migliori. Seguendo il suo consiglio prendiamo una zuppa di pesce davvero buona ed un fish & chips niente male.

Oggi lungo la strada vediamo anche vari animali. In particolare i più strani sono dei maiali che sembrano pecore! Se non li avessimo visti, non ci avremmo creduto. L’autista ci spiega che, ovviamente, non sono incroci di pecore e maiali, ma solo degli esemplari di una razza ungherese. Ci racconta poi anche che sull’isola in inverno, con i forti venti che soffiano, si può vedere una razza rarissima di pecora: la pecora volante!

Pig-sheep

Skara Brae

C’è poi la sosta che più di tutte mi aveva convinto di voler vedere le Orcadi, cioè Skara Brae. Si tratta di un sito preistorico, un insediamento neolitico di circa 5000 anni fa che si è conservato eccezionalmente bene. Una volta arrivati visitiamo il piccolo museo dove vengono mostrati alcuni reperti trovati durante gli scavi e spiegate le ipotesi e le scoperte fatte circa questo luogo così antico. Poi entriamo nella ricostruzione, fedelissima, di una delle abitazioni. Al centro il posto per il fuoco, intorno i letti e gli scaffali di pietra. Una cosa incredibile.

C’è poi da fare una passeggiata che porta al sito vero e proprio. Nel punto in cui inizia, un cartello ci ricorda che “questa camminata vi porterà indietro nel tempo di 5000 anni al villaggio di Skara Brae”. La cosa più carina è che lungo il percorso ci sono delle pietre su cui sono incisi gli eventi più importanti della storia dell’umanità e queste pietre sono poste a distanze proporzionali alle distanze temporali che hanno separato tali eventi. Così se il primo uomo sulla luna e il primo uomo nello spazio sono a meno di un passo di distanza, bisogna invece camminare un bel po’ per arrivare alla caduta dell’impero romano, alla nascita di Cristo o alle piramidi di Giza. Va detto che i musei li sanno fare bene qui in Scozia.

Arriviamo poi al villaggio ed è davvero suggestivo. Camminiamo lungo il percorso attorno agli scavi di queste “abitazioni”. È davvero incredibile che un luogo del genere si sia conservato in questo modo! Io sono emozionatissima, faccio il giro almeno un paio di volte.

Visitiamo poi anche “Skaill House”, la casa dello scopritore di Skara Brae, ma non è nulla di che.

Skara Brae

Ring of Brodgar, Standing Stones of Stennes ed Italian Chapel

Le tappe successive sono il Ring of Brodgar, il più grande cerchio di pietre della Scozia, e le Standing Stones of Stennes, delle altre enormi pietre erette che formano un cerchio molto più piccolo. Nel primo caso abbiamo il tempo di fare tutto il giro con calma, mentre nel secondo ci fermiamo solo una decina di minuti, comunque più che sufficienti, e tra le pietre troviamo delle pecore amichevoli che si fanno anche accarezzare.

Pietre erette di Stennes

Purtroppo il tour non si ferma a Maes Howe, un altro importante sito preistorico, ma lo vediamo dal pullman e l’autista, oltre a parlarcene un po’, ci spiega che arrivarci con mezzi privati è stato reso molto complicato.

Facciamo poi una brevissima sosta a Kirkwall lungo la via del ritorno ed infine ci fermiamo all’Italian Chapel, una piccola cappella costruita da dei prigionieri di guerra italiani durante la seconda guerra mondiale.

Italian Chapel

Siamo già arrivati a fine giornata, sono ormai le 19,00 ed il tempo è volato. Prendiamo il traghetto di ritorno verso la terraferma e questa volta il mare è più calmo. Riusciamo a sederci all’esterno e a goderci il viaggio. Si sta benissimo e vediamo anche alcune foche che riposano beatamente sugli scogli!

Per cena ci fermiamo lungo la strada in un hotel/pub, dove mangiamo con mia cugina ed il marito, anche loro in Scozia proprio nello stesso periodo. Fa davvero strano vedersi in un posto così sperduto!

Giorno 7 – 11 agosto 2017 – da Thurso a Durness (km fatti: 206)

Dunnet Head e Castle of Mey

Oggi la prima tappa è Dunnet Head, dato che l’altro giorno l’avevamo rimandata. Arriviamo e troviamo il parcheggio pienissimo di camper… Inizio a contarli, ma non faccio in tempo a finire che riconosciamo il signore del giorno prima… sono loro! Ci riconosce anche lui, lo salutiamo e scambiamo due parole. Stanno andando anche loro nella nostra stessa direzione.

A Dunnet Head c’è un faro, identico a tutti gli altri che abbiamo già visto e che vedremo in altri posti, ma soprattutto c’è una grande pietra che ricorda a tutti che quello è il punto più a nord della terraferma britannica. Ovviamente, non possiamo non fare una foto qui.

Dunnet Head

Facciamo poi qualche altra foto e infine seguiamo il sentiero che in meno di 5 minuti porta ad un punto da cui si dovrebbe godere di un bel panorama a 360°. Almeno nelle giornate di sole, suppongo. Oggi il tempo non è il massimo, è molto nuvoloso e mentre siamo lì inizia a piovere sempre più forte. La vista è carina ma nulla di eccezionale. Torniamo allora alla macchina e pensiamo che abbiamo fatto bene l’altro giorno a rimanere di più a Duncansby Head, era molto più bello.

Ripartiamo e già che siamo lì vicino andiamo anche al castello di Mey, che era il castello della regina Elisabetta, la “regina madre”. Siamo indecisi se entrare o no, ma alla fine lasciamo perdere, perchè l’ingresso costa parecchio e nonostante il tempo non prometta bene ci sono tante altre cose che vorremmo vedere con calma oggi. Facciamo quindi solo qualche foto da fuori negli unici due minuti senza pioggia e poi ci mettiamo definitivamente in marcia verso ovest.

Castle of Mey

Portskerra, Torrisdale, Kyle of Tongue

Anche se è ancora presto ci fermiamo per pranzo in una panetteria di Thurso, che dobbiamo riattraversare. Purtroppo il tempo non sarebbe adatto ad un pic-nic, quindi ancora una volta la nostra idea di mangiare ammirando qualche scogliera sfuma inesorabilmente.

Siamo nel nord della Scozia, la parte del viaggio che avevamo aspettato con più trepidazione, però purtroppo il tempo oggi sarà pessimo tutto il giorno e non ci permetterà di godere a pieno di questi posti magici, lasciandoci un po’ di amaro in bocca. Pazienza.

Dopo pranzo partiamo spediti e facciamo una prima deviazione per percorrere la strada ad anello a Portskerra. Approfittiamo del fatto che ha momentaneamente smesso di piovere e ci infiliamo anche in una delle stradine laterali. Da qui si vede anche la centrale nucleare di Dounreay, ormai chiusa.

Portskerra

Poi torniamo sulla strada principale e ci dirigiamo verso lo Strathy Point Lighthouse, ma quando arriviamo lì sta diluviando e la passeggiata dal parcheggio al faro ci sembra troppo lunga da fare sotto tutta quella pioggia. Lasciamo quindi stare e ripartiamo.

All’altezza di Borgie deviamo verso Torrisdale perché vorremmo fare una sosta alla Torrisdale Bay, una bellissima spiaggia. In realtà riusciamo a vederla solo dall’alto e sul momento non riusciamo a capire come fare a raggiungerla, dato che nessuna strada sembra portare lì. In giro non c’è anima viva a cui chiedere (pecore a parte), la connessione dati non prende quindi non possiamo cercare su internet, ed oltretutto sta continuando a piovere moltissimo. Ci arrendiamo. Io continuo a dire che i cartelli con le indicazioni non sono il punto forte della Scozia.

Arrivati al Kyle of Tongue ci fermiamo in un parcheggio prima dell’attraversamento. Scendiamo a fare qualche foto, peccato solo per la pioggia e la nebbia perché il panorama sembra stupendo ma non riusciamo a godercelo molto.

Tanta strada e Loch Eriboll

Nonostante il brutto tempo, oggi percorriamo una strada che offre scorci davvero incredibili e che non dimenticheremo facilmente. Guidare qui non ci dispiace, perchè siamo praticamente soli, incontriamo poche macchine lungo il percorso e vanno quasi tutti più veloci di noi, quindi ci superano e ci lasciano di nuovo soli. Sarà che a noi piace gustarci il viaggio e non solo la meta.

Scozia

Persone se ne vedono davvero poche, ma incontriamo tantissime mucche delle Highlands e soprattutto pecore. Come in tutto il nord della Scozia, ci sono pecore ovunque, se ne vanno tutte in giro libere senza alcun tipo di recinzione. Quando arriviamo al Loch Eriboll ce n’è anche qualcuna che blocca la strada. Stanno attraversando la strada ordinatamente in fila indiana. Anche se un po’ in diagonale…

Pecore Loch Eriboll

Lungo il Loch Eriboll facciamo una prima sosta proprio all’inizio della strada che lo costeggia, in un punto panoramico bellissimo in cui godiamo di 5 insperati minuti di sole. C’è anche un interessante cartello che spiega che ci troviamo in un parco geologico e dà qualche informazioni sulla zona. Ci fermiamo poi nuovamente dopo aver fatto quasi tutto il giro, perchè troviamo una piccola tea-room. Se non fosse per la nebbia, anche da lì la vista sarebbe magnifica. Oggi lo stiamo un po’ odiando il clima della Scozia! Entriamo e prendiamo una cioccolata calda e un tè. Per un po’ ci siamo solo noi e l’anziano proprietario, l’atmosfera è davvero particolare.

Durness

Riprende a diluviare e quindi saltiamo anche la sosta alla Ceannabeinne Beach, dirigendoci direttamente a Durness, meta della giornata. Lasciamo i bagagli al b&b e ci facciamo consigliare un posto per cena. Non che ci sia molta scelta, a quanto pare i posti in cui mangiare sono solo tre!

Alla fine scegliamo il Sango Sands Oasis. Io mangio un ottimo filetto di salmone (almeno una volta dovevo mangiare del salmone in Scozia!) mentre Luca rimane soddisfattissimo provando il cervo delle Highlands.

Alle 20,00 abbiamo già finito di cenare, ma qui è normale così. Usciamo e c’è ancora moltissima luce, inoltre ha finalmente smesso di piovere! Ci accorgiamo che dal parcheggio del ristorante c’è un accesso alla spiaggia, una delle più famose della zona, la Sango Sands Beach. La ammiriamo un po’ dall’alto e poi ci incamminiamo lungo il sentiero per scendere a fare una passeggiata sulla sabbia. Non fosse per il clima penseremmo quasi di farci un bagno… Ed in effetti vediamo un papà con la figlia che escono dall’acqua, ma sono un po’ più attrezzati di noi e indossano la muta!

Sango Sands

Rimaniamo in spiaggia un bel po’, salendo su alcune delle rocce e facendo una scritta sulla sabbia. Si sta molto bene, ma alla fine ricomincia a piovere e andiamo via.

Giorno 8 – 12 agosto 2017 – da Durness a Ullapool (km fatti: 190)

Dato che oggi il tempo è bello, c’è il sole e pochissimo vento, la prima idea questa mattina è di provare a fare l’escursione per Cape Wrath. La barchetta che bisogna prendere (seguita poi da un pullmino) parte però solo alle 9,00 o alle 12,30. Noi non facciamo in tempo per la prima e dato che l’escursione richiede in totale circa 3 ore e mezza non possiamo aspettare e fare la seconda. Pazienza, vorrà dire che prima o poi torneremo in Scozia!

In alternativa a Cape Wrath, i proprietari del b&b ci consigliano l’escursione a Faraid Head. Sembra molto bella, ma richiede comunque una camminata abbastanza lunga e dati i nostri piani di oggi sappiamo già che cammineremo parecchio nel pomeriggio, quindi lasciamo perdere.

Smoo Cave

Decidiamo invece di andare a visitare la Smoo Cave. È una grotta che da programma avremmo dovuto vedere ieri, ma quando ci siamo arrivati era ormai tardi e abbiamo rimandato. Meno male, perchè quando arriviamo ci dicono che il giorno prima, avendo piovuto così tanto, la grotta era completamente allagata e le visite erano impossibili!

Ora, questa grotta non è che sia nulla di eccezionale e probabilmente se si è a Durness solo di passaggio non è esattamente l’attrazione principale. Io però ho una passione per le grotte, quindi ovunque vado se c’è una grotta la voglio vedere. Questa non fa eccezione.

L’accesso alla grotta, da cui si vede la cascata all’interno, è gratuito. Noi però facciamo la visita guidata (5£ a testa), parte della quale è su un gommone. Per fortuna ci forniscono dei caschetti, perchè lungo il percorso riesco a sbattere la testa varie volte. Lo speleologo che ci accompagna ci spiega molte cose sulla grotta e sui nuovi scavi che stanno facendo. Sono convinti che ci sia un’altra grotta molto più grande usata dagli uomini del neolitico. Gli scavi che fanno in inverno, in due e a mano, sono finanziati da queste visite. Sono curiosa di vedere se alla fine troveranno o no questa sala, controllerò sul loro sito.

Smoo Cave

Dopo la visita facciamo una bella passeggiata nei dintorni. Si salgono delle scale per tornare al livello della strada e da lì si ha un bel panorama, anche se, a causa del ferro contenuto nelle rocce che attraversa, l’acqua che esce dalla grotta non ha un colore esattamente “invitante”.

Smoo Cave

Prima di tornare alla macchina camminiamo un po’ e approfittiamo di questo bel sole, dopo la cupa giornata di ieri. Siamo in un prato verde, circondati da tantissime pecore, su una scogliera. Questa è la Scozia che ci piace!

Pranzo on the road e Kylesku Bridge

Passiamo al volo nel piccolissimo supermercato di Durness e prendiamo l’occorrente per dei panini, poi facciamo il pieno alla macchina (c’è un benzinaio aperto h24!) e partiamo diretti a sud.

Dopo un po’ che stiamo viaggiando troviamo un punto della strada con uno spiazzo in cui fermarci. C’è un bellissimo panorama e ci è venuta fame, quindi ci sembra il posto perfetto per mangiare!

Anche oggi i luoghi che attraversiamo sono meravigliosi e ci verrebbe voglia di fermarci per fare foto ogni due minuti, soprattutto vista la bella giornata. Facciamo però solo una brevissima sosta al Kylesku Bridge, che io trovo bellissimo (in Scozia a quanto pare ci sono svariati ponti interessanti!). Vogliamo sbrigarci un po’ perchè sappiamo che per la nostra prossima tappa ci servirà un po’ di tempo, infatti abbiamo deciso di saltare sia la Sandwood Bay, che avrebbe richiesto troppa strada a piedi, sia la Oldshoremore Beach, per la quale serviva una deviazione in macchina troppo lunga.

Lungo la strada…

Ora la nostra meta è l’Old Man of Stoer, un pinnacolo di roccia che svetta dal mare vicino alla costa. Percorriamo la A894 e quando arriviamo in vista del Loch Assynt, poco prima che la strada si immetta sulla A837, ci fermiamo nel “traffico”. Strano, molto strano. La strada curva un po’ e riusciamo a vedere cosa sta succedendo più avanti… C’è una lunga fila di camper che sta creando questo piccolo “ingorgo”. Alcuni si sono fermati vicino all’incrocio e quando riusciamo a superarli li guardiamo meglio ed abbiamo la conferma: sono ancora loro, i 13 camper dell’altro giorno! Loro però girano a sinistra verso Ullapool, mentre noi per ora andiamo a destra.

Sta guidando Luca, mentre io ho il navigatore. Non avendo un indirizzo preciso da inserire, uso google maps e gli chiedo, stupidamente, di portarci all’Old Man of Stoer. Lui ubbidisce…

Solo che all’Old Man non si può arrivare con la macchina, bisogna parcheggiare vicino al faro, ed io questo lo sapevo. Pensavo lo sapesse anche google, ma lui è più furbo e vuole farci passare con la macchina tra i verdi prati della Scozia e portarci direttamente alla nostra destinazione! Peccato che non abbiamo una jeep e che le strade sterrate oggi sono essenzialmente fatte di fango.Quando ci rendiamo conto di esserci persi e del mio errore è troppo tardi, ormai la connessione non prende più e non c’è modo di chiedergli le indicazioni per il faro.

Old Man of Stoer

Tornando indietro troviamo le uniche due persone nel raggio di chilometri e ci dicono più o meno come trovare il faro. Alla fine ce la facciamo. Scendiamo e ci incamminiamo, sapendo che ci vorrà almeno un’oretta per arrivare all’Old Man.

Old Man of Stoer

Proviamo a seguire la direzione indicata dal cartello, che punta non lungo la costa ma verso l’interno. Dopo poco però ci accorgiamo che più andiamo verso l’interno e più il terreno è completamente imbevuto d’acqua. Le nostre scarpe ci affondano completamente e nei punti in cui non c’è erba è tutto fango. Fare 3 km in queste condizioni è impensabile. Ci avviciniamo verso la costa e vediamo che un’altra coppia sta facendo il giro da lì. È probabilmente più lungo ma più fattibile, così li seguiamo.

Va detto che il panorama, come sempre qui in Scozia, è molto bello, ma bisogna fare molta attenzione perchè alla nostra sinistra c’è uno strapiombo di parecchi metri, non sarebbe carino finirci. Anche qui le pecore ci fanno compagnia. Dopo quasi un’ora incontriamo un paio di persone che stanno tornando indietro e chiediamo quanto manca all’Old Man (che per ora non si vede proprio): almeno un’altra ora. Comincio a pensare che le informazioni che avevo trovato in giro non fossero proprio accuratissime.

Ad un certo punto la costa curva e all’improvviso lo vediamo! Eccolo lì, ancora un bel po’ lontano ma è proprio lui. Magnifico! Peccato per l’altra coppia, loro si sono arresi poco prima che diventasse visibile. Noi comunque ci arrendiamo qui e decidiamo di non proseguire oltre, arrivare fino all’Old Man sarebbe bellissimo ma siamo stanchi e non ci basterebbe il tempo. Ci fermiamo a fare un bel po’ di foto e poi torniamo indietro. Arriviamo alla macchina appena in tempo, perché sta iniziando a piovere. Anzi, a diluviare. Abbiamo fatto bene.

Old Man of Stoer

Ullapool

A questo punto ci dirigiamo direttamente verso Ullapool, dove dormiremo questa notte. Lasciamo i bagagli al b&b e usciamo subito a cercare un posto per la cena, prima che si faccia tardi e sia tutto chiuso. Facciamo una passeggiata vicino al porto, dove ci sono un po’ di locali, e scegliamo un pub dove mangiamo un buon fish & chips. Siamo stanchi ma decisamente felici.

Giorno 9 – 13 agosto 2017 – da Ullapool a Portnalong (km fatti: 416)

Ignari di ciò che ci attende oggi, questa mattina facciamo colazione in tutto relax. Io provo anche il porridge con uvetta e cannella e continuerò a chiedermi molto a lungo cosa ci trovino gli inglesi nel porridge. Sarà pure nutriente, ma non sa assolutamente di nulla.

Falls of Measach

Raggiungiamo quasi subito la prima tappa della giornata, le Falls of Measach. Vale la pena fare una piccola sosta lì perchè si trovano proprio lungo la strada e dal parcheggio si raggiungono con una piccola passeggiata.

Queste cascate si trovano all’interno di una riserva nazionale, la Corrieshalloch Gorge National Nature Reserve, ed il fiume che le origina scorre in una gola stretta e profonda. Percorriamo il sentiero che passa tra gli alberi e ci porta fino ad un traballante ponte sulle cascate. Un cartello avvisa che possono passare solo 6 persone alla volta! Lo oltrepassiamo e proseguiamo, fino ad arrivare ad una pedana che si sporge dalla parete rocciosa e permette di ammirare le cascate da una certa distanza. Abbastanza carino e non ci prende troppo tempo.

Falls of Measach

Penisola di Applecross

Proseguiamo verso sud e lungo la strada ci fermiamo varie volte, perchè oggi abbiamo previsto di fare parecchi chilometri ed i paesaggi che ci accompagnano lungo la strada sono una delle ragioni per cui siamo in Scozia.

All’altezza di Achnasheen deviamo verso il Loch Maree e poi verso il Loch Torridon, che costeggiamo fino ad arrivare a Shieldaig.

Loch Maree

 

A questo punto decidiamo di percorrere tutta la costa della penisola, quindi deviamo dalla strada principale e ci dirigiamo verso Fearnmore. Lungo la strada ci piacerebbe fermarci da qualche parte per pranzo, ma non c’è molto. Ad un certo punto però vediamo le indicazioni per la “Applecross Smoke House”, che pare abbia vinto dei premi, e decidiamo di provare a entrare. In realtà scopriamo trattarsi di un negozio dove un signore un po’ anziano vende al dettaglio salmone e trota affumicati, non di un ristorante, ma già che ci siamo compriamo un po’ di salmone! Chiediamo al signore se ci sono posti dove fermarsi a mangiare lungo la strada, ma ci avvisa che fino ad Applecross non c’è nulla. Ci suggerisce però il Walled Garden, un posto dove pranzare una volta arrivati lì.

Proseguiamo e ci godiamo i meravigliosi panorami sulle isole Rona, Raasay e, oltre queste due, Skye. Oggi per fortuna non piove. Inoltre, incrociamo parecchie mucche Highlander con tanto di cuccioli, sempre belle da guardare.

Mucche Highlander

Finalmente raggiungiamo il paesino di Applecross e subito vediamo le indicazioni per il Walled Garden, così ci fermiamo ed entriamo: è meraviglioso! Oltrepassiamo il cancello e ci troviamo all’interno di un giardino pieno di fiori di ogni genere, circondato tutto intorno da un alto muro. Al centro c’è il ristorante, dove ci sediamo e gustiamo un buon pranzo, senza neanche spendere troppo.

Walled Garden

Bealach Na Ba

A questo punto siamo pronti a lasciare la penisola di Applecross e per farlo dobbiamo percorrere la strada del “Bealach Na Ba”, che significa “passo del bestiame”. Su internet avevo letto tante recensioni in proposito, perchè lungo questa strada si trova un punto panoramico molto apprezzato e soprattutto per la pendenza di questa strada single track piena di tornanti. È considerata come una delle strade più spettacolari della Scozia, ma anche come una strada terribile da percorrere. In effetti, prima di lasciare il paesino c’è un enorme cartello rosso che cerca di scoraggiare gli incauti ricordando che la strada non è percorribile in caso di forti venti. Noi lo ignoriamo, perchè oggi per fortuna di vento non ce n’è troppo.

Venendo da Applecross arriviamo prima al punto panoramico, da cui si gode in effetti di una vista meravigliosa ma dove fa un freddo incredibile. Pur di fare qualche foto ci congeliamo, poi rientriamo di corsa in macchina.

Bealach Na Ba - Scozia

Poi proseguiamo e ci troviamo a percorrere questa “terribile” strada in discesa. Ad essere sinceri noi non l’abbiamo trovata poi così terribile. La scomodità sta più che altro nel fatto che è una single track con molti tornanti, ma è piuttosto tranquilla. Eravamo preparati a molto peggio.

La percorriamo tutta e ce la lasciamo alla spalle, per poi dirigerci verso l’Eilean Donan Castle, cioè il castello reso famoso dal film “Highlander”.

La disavventura del giorno

Il nostro viaggio in Scozia non sarebbe stato completo se non ci fosse stato almeno un imprevisto. Ed allora, per non farci mancare proprio nulla, arriviamo al castello, parcheggiamo e ci accorgiamo che manca lo zainetto di Luca, contenente fra le altre cose la mia adorata macchina fotografica istantanea!

Un istante di panico, poi capiamo che l’unico posto in cui possiamo averlo lasciato è il Walled Garden. Mentre ripartiamo il più velocemente possibile cerchiamo di chiamare il ristorante, ma ovviamente il cellulare non prende molto bene. All’incirca al quindicesimo tentativo riesco a telefonare e mi dicono che hanno trovato loro lo zainetto! Ora l’unico problema è che per riprenderlo dobbiamo percorrere 40 km, quasi tutti di single track, e poi tornare indietro per andare verso Portnalong, sull’isola di Skye, dove dobbiamo essere questa sera entro le 21,00 se non vogliamo perdere la prenotazione! Sono già le 17,00, quindi dobbiamo davvero sbrigarci!

Corriamo il più possibile, ma questa deviazione (in pratica 80 km extra!) ci costa comunque 3 ore buone di macchina in più. Stanchissimi, arriviamo verso le 20,00 allo Skye Bridge, il ponte (bello anche questo!) che collega l’isola di Skye al resto della Scozia. Da qui a Portnalong, dove si trova l’ostello in cui dormiremo nelle prossime due notti, manca ancora un’ora di viaggio.

Alla fine ce la facciamo giusto in tempo per il check-in, ma ovviamente non abbiamo cenato, l’ostello si trova abbastanza distante da qualunque cosa e comunque a quest’ora ormai sarebbe tutto chiuso. Per fortuna abbiamo con noi dei cracker ed il salmone comprato alla smoke house: la cena è servita!

Giorno 10 – 14 agosto 2017 – Isola di Skye (km fatti: 206)

Oggi dedichiamo l’intera giornata alla visita della famosissima isola di Skye. Purtroppo il tempo non è dei migliori, c’è molta nebbia e piove quasi tutto il tempo. Ormai però siamo in Scozia da 10 giorni e sappiamo che non possiamo farci scoraggiare.

Per prima cosa facciamo una sosta a Portree. Si tratta di una piccola cittadina dove a dire il vero non troviamo nulla da vedere, ma ci fermiamo al bar per un caffè (a detta di Luca il peggiore di tutto il viaggio!) e poi al supermercato a prendere l’occorrente per il pranzo e la cena. Vogliamo infatti goderci il più possibile la giornata senza l’ansia di dover andare via presto per non trovare chiusi ristoranti e supermercati, quindi prendiamo subito l’occorrente per dei panini da mangiare lungo la strada e per la cena che cucineremo direttamente nell’ostello.

Old Man of Storr e Lealt Falls

Quasi tutti i luoghi che a Skye ci interessano di più si trovano comodamente disposti lungo una strada che corre lungo la costa nella zona a nord dell’isola e che parte proprio da Portree.

La prima vera tappa della giornata è quindi l’Old Man of Storr, un grande pinnacolo di roccia. Qui avevamo pensato di parcheggiare e fare a piedi l’escursione fino all’Old Man, che dura circa 2 ore e che ho letto essere molto bella. Purtroppo però quando arriviamo sta piovendo parecchio e decidiamo che in queste condizioni per noi non vale la pena, anche perchè probabilmente il panorama dall’alto non sarebbe il massimo senza un po’ di sole. L’Old Man comunque si vede anche dalla strada, quindi ci fermiamo almeno a fare qualche foto.

Old Man of Storr

Proseguendo lungo la strada, ci fermiamo dopo poco alle Lealt Falls. Sta ancora piovendo, anche se meno di prima, ma scendiamo dalla macchina e ci avviamo lungo il sentiero, perchè sappiamo che la camminata non è molto lunga. Infatti in meno di 10 minuti raggiungiamo il punto da cui si vedono le cascate. Sono carine, ma nulla di eccezionale.

 Lealt Falls

Mealt Falls e Kilt Rock

La tappa successiva è il punto panoramico sulla scogliera dal quale si vedono le Mealt Falls ed il Kilt Rock, forse tra i luoghi più famosi dell’isola e dell’intera Scozia. Sicuramente in questo caso non si fatica, dato che si vedono entrambi praticamente dal parcheggio, che è ovviamente un po’ affollato.

Ci fermiamo qualche minuto per fare qualche foto e ci diciamo che sarebbe di certo molto più bello poter vedere da una barca questa magnifica cascata che si tuffa nel mare. Non so se qualcuno sull’isola organizza gite di quel genere, probabilmente sì, ma noi non ne avremmo comunque il tempo, quindi ci accontentiamo.

Quiraing

A questo punto ci dirigiamo verso la zona del Quiraing. La strada costiera prosegue verso nord, mentre per raggiungere il parcheggio che è punto di partenza della possibile escursione in questa zona incredibile noi tagliamo verso l’interno. Una volta arrivati al parcheggio, che è davvero minuscolo, facciamo un po’ fatica a trovare posto, perchè le macchine sono parecchie.

Sta di nuovo piovendo parecchio ed iniziamo ad avere un po’ fame, così decidiamo di mangiare i nostri panini in macchina aspettando che smetta di piovere. Dopo un po’ le nostre speranze vengono soddisfatte e la pioggia ci concede una pausa. Così scendiamo e camminiamo per qualche minuto fino ad un punto da cui il panorama è semplicemente incredibile. Di certo l’escursione completa sarebbe meravigliosa, ma richiede in totale 4 ore di cammino e quindi a prescindere dal meteo avevamo già escluso di poterla fare dato che abbiamo solo una giornata per visitare l’isola. Magari la prossima volta che passiamo dalla Scozia riusciamo a fermarci di più.

Rimaniamo ad ammirare questi luoghi eccezionali finchè non ricomincia a piovere, poi torniamo alla macchina e ripartiamo.

 Quiraing

Uig ed il “Isle of Skye Brewery”

Lungo la strada vediamo un piccolo porto con un paesino intorno, che si rivela essere Uig. Decidiamo di fermarci per cercare un bar e così facciamo una piccola passeggiata. Un bar vero e proprio non lo troviamo, ma solo una specie di emporio che vende un po’ di tutto, dagli articoli per la pesca ai giocattoli per bambini, e che ha qualche tavolino dove serve tè, bevande varie e patatine fritte. Particolare.

Passeggiando però vediamo anche un birrificio locale chiamato “Isle of Skye Brewery” e decidiamo di entrare. Dentro hanno tantissimi tipi di birra diversi, tutti prodotti lì da quel che ho capito. Io non bevo birra, ma Luca decide di prenderne una per la sera a cena e rimarrà piuttosto soddisfatto della scelta. Oltre alle birre vendono anche souvenirs di vario genere e perfino dei bei francobolli con le immagini dell’isola di Skye. Siamo contenti di essere passati da qui.

Dunvegan Castle

A questo punto ci dirigiamo verso la zona occidentale dell’isola. Lungo la strada pensiamo di deviare verso la Coral Beach, una spiaggia bianchissima che ho letto avere l’aspetto quasi di una spiaggia caraibica (clima escluso!), ma ha ripreso a piovere parecchio, quindi una passeggiata sulla sabbia non ci attira molto.

In fondo comunque siamo in Scozia per vedere castelli e scogliere. Circa quest’ultime per oggi siamo già soddisfatti, quindi decidiamo di andare al Dunvegan Castle ed entrare a vedere gli interni (riparandoci anche un po’ dalla pioggia già che ci siamo). Arrivati al parcheggio vediamo che ci sono un po’ di macchine e camper in fila per entrare. Guardiamo meglio e di nuovo li riconosciamo: sono sempre i 13 camper italiani!

Prendiamo il biglietto per vedere il castello ma rinunciamo alla gita in barca per vedere da vicino le foche. Sarebbe di sicuro carina nonostante il tempo, ma non è per niente economica e alla biglietteria ci dicono che c’è un’attesa di almeno un paio d’ore.

Il Dunvegan Castle, che è in parte ancora abitato, è carino e interessante, ma non eccezionale. Il Glamis Castle ci era piaciuto molto di più. Qui inoltre non c’è una vera e propria visita guidata, ma solo dei fogli nelle varie sale con delle informazioni su ciò che è esposto. Dopo gli interni diamo una rapida occhiata a una parte dei giardini, ma non ci entusiasmano.

Neist Point

Ci dirigiamo ora verso l’ultima tappa del giorno, il Neist Point Lighthouse. La strada per raggiungerlo è tutta single track, ma dopo ieri non ci spaventa minimamente e comunque ne vale la pena. Intorno alle 18,00 arriviamo al parcheggio. È pienissimo e infatti lasciamo la macchina lungo la strada come molti altri.

Facciamo un paio di foto dall’alto e ci avviamo. Scendiamo delle scale e poi seguiamo il sentiero. Anche qui, come ovunque in Scozia, ci sono parecchie pecore che pascolano tranquille e indisturbate, nonostante il vento abbastanza forte e la pioggia incessante. Troviamo un buon punto e facciamo altre foto.

In fondo al sentiero, oltre una prima scogliera, ce n’è un’altra con sopra il faro a picco sul mare, identico a tutti gli altri che abbiamo visto fin’ora in Scozia. Il posto è oggettivamente mozzafiato, anche se con il sole sarebbe di certo mille volte meglio. Come se la pioggia non bastasse, mentre siamo lì inizia a riempirsi di una nebbia sempre più fitta. Alla fine non riusciamo più a vedere quasi nulla se non a pochi metri da noi, quindi torniamo indietro. Peccato, ci sarebbe piaciuto rimanere più a lungo, ma con tutta quella nebbia non ha senso. In totale, tra la discesa, le foto e la risalita, siamo rimasti poco più di un’ora.

In fondo comunque è ora di andare, dato che ci vuole un’oretta da lì per tornare all’ostello e siamo in effetti un po’ stanchi.

Neist Point Lighthouse

Giorno 11 – 15 agosto 2017 – da Portnalong a Bridge of Allan (km fatti: 417)

Questa mattina lasciamo l’ostello abbastanza presto, sono solo le 8,45. Il piano originale prevedeva di aver visto l’Eilean Donan Castle prima di arrivare a Skye, ma visto che le cose non sono andate come programmato decidiamo di rinunciare alle Fairy Pools, che avremmo dovuto vedere oggi prima di lasciare l’isola, e puntare dritti al “castello di Highlander”. In fondo comunque anche oggi il meteo non è eccezionale ed io ho letto in giro che le Fairy Pools valgono il viaggio e la camminata solo se c’è il sole, quindi la scelta non ci risulta troppo difficile.

Eilean Donan Castle

Riattraversiamo lo Skye Bridge ed arriviamo all’Eilean Donan alle 10,15. È aperto solo da un quarto d’ora ma è già affollatissimo ed il parcheggio quasi pieno, incredibile. Mentre ci avviciniamo al ponte da cui si accede al castello riconosciamo un gruppetto numeroso di persone che abbiamo già visto da qualche parte… sono ancora una volta loro, i camperisti che continuiamo ad incontrare! Il signore che abbiamo conosciuto sul traghetto per le Orcadi ci riconosce a sua volta e lo salutiamo. Ci dice che loro oggi proseguiranno verso il sud della Scozia, mentre noi ci dirigeremo a est, quindi questo è l’ultimo incontro!

Eilean Donan

Visitiamo con calma gli interni del castello. Anche in questo caso non c’è una vera e propria visita guidata, ma soltanto i soliti fogli con qualche informazione nelle varie sale. Il giro in questo caso ci piace comunque abbastanza e rimaniamo soddisfatti. Il castello poi è molto bello e varrebbe la pena fermarsi anche se non fosse stato usato come set per vari film famosi (tra cui ovviamente Highlander).

Ripartiamo e ci dirigiamo verso Fort William, dove facciamo una breve sosta al McDonalds per pranzare velocemente.

Glenfinnan Viaduct

Arriva poi la tappa che io, come fan di Harry Potter, attendevo dall’inizio del viaggio in Scozia e cioè il Glenfinnan Viaduct. Si tratta del viadotto con 21 arcate su cui, nei film, viaggia l’Hogwarts Express. Va detto che comunque meriterebbe la sosta a prescindere.

Impostiamo la rotta per il Glenfinnan Monument, nei pressi del quale parte un sentiero da cui si raggiunge un buon punto per vedere il viadotto. Ci sbrighiamo un po’, perchè sappiamo che alle 15,00 dovrebbe passare il treno, lo stesso usato proprio nei film di Harry Potter!

Arriviamo intorno alle 14,30 al parcheggio, ma già lungo la strada, oltre un chilometro prima, avevamo iniziato a vedere macchine parcheggiate nei posti più assurdi e gente che si dirigeva verso il punto panoramico a piedi. Ed infatti il parcheggio, che comunque non è molto grande, è completamente pieno.

Dopo un bel po’ riusciamo a parcheggiare anche noi lungo la strada, per metà sull’asfalto e per metà nel fango, e ci facciamo un bel pezzo a piedi. Raggiungiamo il punto panoramico, ma mancano solo pochi minuti alle 15,00 e dunque non ci avventuriamo verso le “postazioni” migliori per paura di perderci il passaggio del treno mentre cerchiamo di raggiungerle. Neanche un minuto che siamo lì ed ovviamente inizia a piovere. Luca oltretutto si è scordato l’impermeabile in macchina, quindi dopo un po’ si inzuppa completamente e mi guarda in cagnesco tutto il tempo, perchè a lui dell’Hogwarts Express non è che importi molto.

Alla fine il treno passa con un quarto d’ora di ritardo. Il suo passaggio, accompagnato da una sbuffata di vapore molto scenografica, dura pochissimo (come prevedibile), ma io sono davvero entusiasta e continuerò ad essere di buon umore tutto il resto del pomeriggio, a differenza di Luca che avrebbe preferito evitarsi la doccia fuori programma.

Glenfinnan Viaduct

Verso Stirling

Torniamo abbastanza in fretta alla macchina e dopo averla miracolosamente liberata dal fango (abbiamo rischiato seriamente di rimanere bloccati lì) ripartiamo. A questo punto la nostra meta è Bridge of Allan, un piccolo paesino alle porte di Stirling, in cui dormiremo questa notte.

Lungo il percorso attraversiamo altre zone della Scozia in cui l’unico segno lasciato dall’uomo è proprio la strada su cui ci stiamo spostando, mentre di costruzioni o altro neanche l’ombra. È l’ultimo giorno in cui dobbiamo fare parecchi chilometri e ci godiamo i bei panorami.

Decidiamo di allungare un po’ e di prendere la strada che costeggia il Loch Lomond, dove potremmo fare delle brevi soste a Luss e alle Loch Lomond Shores a Balloch. Poco prima di arrivare al punto in cui la A82 incontra il lago però rimaniamo bloccati nel traffico. Il signore che guida la macchina davanti a noi chiede a qualcuno che viene dalla direzione opposta cosa sia successo e poi ci riferisce gentilmente (ma in un inglese che a stento riusciamo a comprendere per il forte accento scozzese!) che c’è un brutto incidente e ci vorrà almeno un’ora prima che la situazione si sblocchi. Così abbandoniamo l’idea e torniamo indietro per andare a prendere la A85 verso Stirling.

Arriviamo a Bridge of Allan intorno alle 20,00 e prima di andare al b&b ci fermiamo a mangiare in un locale sulla strada principale.

Giorno 12 – 16 agosto 2017 – da Bridge of Allan ad Edimburgo (km fatti: 106)

Oggi è l’ultimo giorno di macchina ed anche il viaggio in Scozia sta per finire, quindi iniziamo a sentire un po’ di malinconia. Ci tira un po’ su il magnifico panorama dalle finestre della nostra camera appena svegli: da un lato il castello di Stirling, dall’altro il monumento a William Wallace. Non male.

Stirling

Dedichiamo la prima parte della giornata a visitare con calma Stirling. Parcheggiamo nella zona della Old Town e ci dirigiamo subito verso il castello. La visita guidata compresa nel biglietto di ingresso parte poco dopo il nostro arrivo, quindi seguiamo la guida, un ragazzo simpatico con una voce altissima (praticamente un microfono umano) che ci porta in giro nelle varie parti del castello. La visita è carina e interessante, anche se non esattamente esaustiva. Purtroppo piove, ma ci sono anche molti interni da vedere e li visitiamo con calma. La cosa carina è che negli appartamenti reali ci sono degli attori che impersonano persaggi che un tempo si sarebbero visti in quelle stanze, come ad esempio una vecchia donna che pulisce o un giullare di corte, e raccontano la vita nel castello. Davvero molto carino.

Usciti dal castello percorriamo un tratto della “Back Walk” e poi facciamo una passeggiata nella Old Town, fermandoci anche a visitare velocemente la Church of the Holy Rude. Prima di tornare alla macchina decidiamo anche di fermarci a mangiare qualcosa, visto che ormai si è fatta l’ora di pranzo.

Mentre lasciamo Stirling passiamo dal National Wallace Monument. Se ci fosse il sole magari saliremmo sulla torre, ma l’accesso costa 10£ a testa e in questo momento non solo piove, ma c’è moltissima nebbia e non vale proprio la pena. Ci fermiamo quindi solo a guardarlo dal parcheggio qualche minuto e poi ripartiamo.

Falkirk Wheel e The Kelpies

Ci dirigiamo a questo punto verso la Falkirk Wheel, che è di fatto un “ascensore” per imbarcazioni! Controlliamo gli orari in cui la ruota “gira” e facciamo in modo di essere lì pochi minuti prima che si metta in movimento, così da riuscire a vederla in azione. È una sosta simpatica ma a dire il vero un pochino noiosa, perchè comunque è molto lenta. Apprezzabile dal punto di vista ingegneristico sicuramente, ma come attrazione non ci sembra nulla di eccezionale.

Falkirk Wheel

A questo punto decidiamo di andare anche a fare una passeggiata nel parco delle Kelpies, due enormi statue in acciaio a forma di teste di cavallo, che abbiamo visto dalla strada (impossibile non notarle!) mentre andavamo alla Falkirk Wheel.

Finalmente smette di piovere e riusciamo a farci una passeggiata tranquilla nel parco dove si trovano queste statue alte 30 metri, che celebrano i cavalli e ricordano quanto il loro utilizzo sia stato fondamentale in Scozia nel corso dei secoli.

The Kelpies

A questo punto guardiamo l’orologio e decidiamo che la cosa migliore è portare i bagagli con la macchina fino al b&b dove dormiremo ad Edimburgo e poi andare a riconsegnarla in aeroporto.

Lasciamo quindi la macchina al punto di consegna e poi con autobus e tram raggiungiamo il centro città, dove facciamo una prima passeggiata e ceniamo in un locale sul Royal Mile.

Giorni 13, 14 e 15 – dal 17 al 19 agosto 2017 – Edimburgo

Trascorriamo gli ultimi tre giorni del nostro viaggio in Scozia ad Edimburgo, cercando di riabituarci alla confusione della città.

A quest’ultima parte “non on the road” del viaggio dedicherò un post a parte appena possibile, mentre già penso alle prossime avventure!

Edimburgo - Scozia

**28 agosto 2017**

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4 thoughts on “Scozia on the road in 15 giorni – Diario di viaggio

  1. Che viaggio meraviglioso deve essere stato!
    Leggendo mi è venuta una voglia incredibile di partire e andare anch’io a vedere la Scozia!

    • Eleonora il said:

      Mi fa piacere ti piaccia!
      L’idea del blog è nata proprio dal fatto che nell’organizzare il viaggio ci è stato di immenso aiuto leggere le esperienze di altri viaggiatori ed i loro diari di viaggio e quindi abbiamo pensato potesse essere utile anche raccontare la nostra esperienza! Dato che sul forum di tripadvisor trovo sempre commenti utili, ho pensato potesse essere di interesse anche lì per qualcuno! 😀

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